di Sara de Carli
«Parlavo ieri con un insegnante, mi raccontava ancora una volta di come agli adolescenti di oggi, ai maschi soprattutto, non interessano quasi nemmeno più le ragazze, la scoperta della sessualità, i primi amori… Sono tutti presi dal farsi di sostanze o dall’altra parte isolati nei loro smartphone, o del tutto ritirati. Sta diventando sempre più preoccupante il fenomeno del ritiro sociale, per cui ragazzi adolescenti, per lo più maschi tra la terza media e la prima liceo, si ritirano da scuola e da tutti i contesti sociali e si autorecludono volontariamente in casa»: esordisce così Dario Ianes, co-fondatore del Centro Studi Erickson e docente di Pedagogia Speciale, nel presentare il Convegno Supereroi fragili.2017 – Adolescenti oggi tra disagi e opportunità, che si terrà a Rimini domani e sabato, di cui lui è coordinatore scientifico. «I consumi ci sono perché riempiono un vuoto, se nella vita dell’adolescente c’è un pieno – di sport, di scuola, di politica, di amori, di amici – c’è poco spazio per le sostanze come anche per la tentazione dell’isolarsi nell’aspetto ludico della tecnologia, che è tutt’altro tema dalla tecnologia in sé: lo smartphone diventa via di protezione per le difficoltà dal punto di vista della socialità».
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