È giunto l’autunno e per la nostra terra inizia un tempo di “riposo” che a volte può sembrare anche un tempo di morte: gli alberi lasciano cadere le loro foglie che, colorate di festa, scendono danzando fino a raggiungere la terra. Avanza il freddo, la notte si fa più lunga, nebbie e brume rendono debole, diafana la luce del sole. È in questa stagione, significativamente dopo gli ultimi raccolti, che celebriamo la memoria dei morti, di uomini e donne nati e vissuti sulla nostra terra e che ora hanno nuovamente raggiunto quella terra da cui sono stati tratti.
Sì, per i viventi è necessario fare memoria, ricordare, evocare quelli che non sono più accanto ma che hanno fatto parte della loro vita e hanno lasciato in loro tracce diverse nella mente e nel cuore.
Sappiamo che la sepoltura e le tombe per i morti risalgono a cinquantamila…
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