di Roberto Colombo
Tra le feste dell’anno, quella di Ognissanti sembra avere perso il suo smalto più delle altre. Se nella “religione civile” vi è ancora posto per il Natale e la Pasqua, la ragione per far festa il primo novembre sembra perdersi nel ricordo, quando i santi erano venerati e invocati come se fossero di casa nostra. Familiari nella vita come un papà o una sorella. Quando serviva un esempio per educare i figli o i fedeli, genitori e preti si facevano in quattro per trovare nelle agiografie l’episodio di un santo che facesse al caso. Santi sì, ma con i piedi in terra, e ce n’era per tutti. Anche loro imbrigliati nei guai di noi tutti, ma con lo sguardo alto e Gesù nel cuore. Vicini a noi, perché sono come avremmo desiderato essere noi: donne e uomini veri. Nel bisogno si correva da loro, i santi, a…
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