di M. Calamari
Roma – È ormai diventato inopportuno spendere parole sulla triste storia di una persona, massacrata per due volte ed in due modi diversi dalla cronaca, che per questo motivo Cassandra eviterà anche di nominare.
Ma visto il cacofonico coro di voci che in quest’occasione si è fatto sentire senza interruzione, Cassandra è obbligata a fare il controcanto senza mezzi termini, a costo di essere brutale. Magari i suoi 24 lettori non ne saranno annoiati, anche se sono i soliti argomenti. Non bisogna stancarsi di ripeterli.
Primo, il “cyberbullismo” non esiste.
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