Puoc non è il nome di un intellettuale vietnamita ma una delle tante sigle in cui la burocrazia italiana si diverte per ammantare di mistero cose abbastanza semplici. Il Puoc è il Piano urbanistico operativo consortile che appunto il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale ASI redige su un territorio particolare. E stavolta tocca a Ceccano nella porzione di territorio fabraterno attarversato dalla Monti Lepini, a nord ovest del centro cittadino. L’Asi ne ha fatti già altri: Frosinone, Supino. Ora è la volta di Ceccano, dove al posto delle industrie abbandonate sorgeranno centri commercili e imprese di servizi. Lo spiega il presidente dell’Asi, De Angelis: con il Puoc vogliamo far partire un’importante rivoluzione per il tessuto economico, consentendo alle imprese la parziale trasformazione di siti a destinazione industriale in commerciali e/o servizi. Si tratta, in sostanza, di procedere ad un cambio di destinazione d’uso del terreno o dell’opificio. Ovviamente – prosegue De Angelis –si presterà massima attenzione alle infrastrutture, fondamentali per poter parlare di sviluppo, senza tralasciare la riqualificazione ambientale. A Ceccano il Puoc riguarderà oltre 100 ettari di territorio: vogliamo contribuire alla nascita di servizi, attività commerciali, produttive e strutture ricettive. Secondo De Angelis il primo passo sarà quello del cambio di destinazione d’uso di una parte della zona, e più precisamente il 50% dell’area assegnata, condizione essenziale per poter intervenire. Consentiremo alle imprese la parziale trasformazione di siti a destinazione industriale in commerciali e/o servizi. Ci sarà anche attenzione alla riqualificazione ambientale. Ciò vuol dire che non permetteremo a nessuno di inquinare e ci accerteremo che in quella area siano assicurate tutte le infrastrutture in grado di attrarre investimenti”.
qui l’intervento di De Angelis
e qui l’elenco completo dei terreni che verranno espropriati
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