di Maria De Paola e Vincenzo Scoppa
Molti giovani hanno appena concluso le scuole superiori e si apprestano a decidere se proseguire gli studi per laurearsi oppure mettersi alla ricerca di un posto di lavoro. Si tratta di una scelta che ha notevoli conseguenze sul loro futuro.
Anche se le generazioni più giovani nell’ultimo decennio si sono trovate ad affrontare condizioni piuttosto sfavorevoli, il livello di istruzione gioca comunque un ruolo importante nella definizione delle prospettive occupazionali e di reddito.
Se consideriamo i dati dell’Indagine sui redditi degli italiani della Banca d’Italia, si può vedere che i laureati (tenendo conto dell’età, del genere, dell’area geografica) percepiscono un reddito annuale netto che è all’incirca il 20 per cento più alto dei diplomati. La probabilità di trovare un’occupazione è anche molto più alta per i laureati: circa 10 punti percentuali in più dei diplomati. Laurearsi ha un effetto positivo anche sulla salute, sull’aspettativa di vita, sulla soddisfazione per il proprio lavoro e, più in generale, per la propria vita.
Non tutte le lauree hanno però lo stesso rendimento. I dati Almalaurea mostrano che i laureati in ingegneria, a cinque anni dalla laurea, guadagnano uno stipendio mensile netto di 1.705 euro.
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