Oggi, 23 luglio, è la memoria di S. Brigida di Svezia, una delle donne più coraggiose della storia umana. Nel 1350, nella Roma del giubileo, il II, ebbe a che fare con Annibaldo de Ceccano, legato pontificio, rappreentante del papa, che se n’era rimasto ad Avignone. I suoi rapporti con Annibaldo non furono buoni. Ne dà infatti un giudizio poco lusinghiero nelle sue opere ma forse si trattò di un equivoco. Serena Ravaglioli ne traccia un ritratto e a proposito di Annibaldo e Brigida, dice: Particolarmente severo era il giudizio sul clero, dedito a «ogni superbia, cupidigia e diletto della carne», tanto che in una rivelazione avuta in San Pietro, la città era apparsa a Brigida nella forma di un nido di vipere e di scorpioni: «Rospi e vipere vi sono ora dentro e i pesci della mia rete hanno paura del loro veleno e non osano levare il capo…
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