Il sito rally.it dedica un interessante articolo alla scomparsa del rally di Ceccano, firmato da Alfonso De Pierro. Lo riportiamo volentieri perché rappresenta il sentire di tanti appassionati ceccanesi che si sono ritrovati all’improvviso orfani di rally.
Per usare una metafora vicina al gioco del poker, potremmo dire che il Rally di Ceccano 2016 ha “foldato”, lasciando il tavolo in cui, per trent’anni di seguito, ha sempre recitato un ruolo da protagonista, dove passione, fascino della notte e agonismo sportivo, sono state le carte vincenti. Quali di questi tre fattori sia venuto meno è difficile capirlo.
La passione? Beh, l’ambiente rallistico ciociaro avrà anche i suoi difetti, come tutti del resto, MA l’abnegazione in funzione dei rally non ha eguali, che sia da pilota o semplice spettatore, il popolo ciociaro ama i rally come, forse, nessun altro. Tanta passione da far nascere gare entrate nella mitologia di questo sport, portate avanti da anni, e simboli di località prima sconosciute ai tanti.
Il fascino della notte? Sarà che la terra stia cambiando, tra surriscaldamento terrestre, capovolgimento delle stagioni e cataclismi, ma è difficile credere che da qui a poco non avremo più una notte in cui correre. Pensandoci, sarebbe davvero un dramma per chi ha da poco acquistato le nuovissime fanaliere a Led.
E allora sarà sicuramente l’agonismo sportivo, il fattore che è calato o addirittura mancato. Bah, non scherziamo dai. Avete mai visto un ciociaro prima, dopo e durante la gara? “L’importante è partecipare” è solo inutile retorica. L’importante è dare il massimo, con tutti i rischi e le glorie connesse.
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