Da Ciociaria oggi a firma di Gianluca Trento
Nove clan mafiosi, cinque dei quali guidati da boss di camorra. Usano la Ciociaria come una sorta di lavatrice per ripulire i proventi delle attività criminali. Investono soprattutto nel settore delle concessionarie di automobili. Ritengono il Frusinate una provincia tranquilla dove l’assoggettamento si realizza senza necessità di inutili minacce. A fare affari sono soprattutto i Casalesi. Ora spunta anche la Sacra Corona unità.
Emergono nuovi particolari dal rapporto Mafie nel Lazio, realizzato dall’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità, in collaborazione con Libera. Frosinone, grazie alla sua posizione baricentrica tra Roma e Napoli, genere l’interesse della camorra. Ma anche della cosca pugliese dei Trane: i report della Direzione Investigativa Antimafia e quelli dei magistrati della Direzione Nazionale Antimafia denunciano tentativi di infiltrazione.
«Credo che il primo punto di contenuto nel rapporto sulle “Mafie nel Lazio” sia nel titolo. Reputo – fa notare il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – che il titolo sia tale perché è noto ed è vero che c’è una tendenza istintiva a negare il fenomeno, come se dicendo che non c’è la mafia si fa del male al territorio. Noi diciamo il contrario, si parte da una consapevolezza. Chiamandolo per quello che è: Mafie nel Lazio. Non dobbiamo, quindi, cedere alla tentazione del riduzionismo di questo fenomeno».
Il documento è stato presentato alla Casa del Jazz dal presidente dell’Osservatorio Gianpiero Cioffredi, alla presenza del procuratore aggiunto della Repubblica Michele Prestipino e del comandante dei Carabinieri del Lazio gen. Angelo Agovino e del Capo del secondo reparto della Dia Maurizio Calvino. Il volume, composto di oltre 200 pagine, è il resoconto delle principali inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali nel Lazio, dei documenti istituzionali e degli interventi pubblici sul fenomeno mafioso.
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