Li solleva il quotidiano l’Inchiesta con un articolo che qui riportiamo
«Ci siamo occupati del famigerato “balzello” del minimo impegnato in tempi non sospetti. Ora abbiamo finalmente la certificazione che il danno prodotto alle tasche dei cittadini utenti della provincia di Frosinone, solo per questo fatto, sfiora i 100 milioni di euro e soprattutto che la S.T.O. era perfettamente a conoscenza di questo prelievo forzoso»: lo sostiene in un dossier il Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone.
«La illegittimità di questa modalità, da sempre contestata all’Acea, è sancita dal Cipe ma la questione assume caratteristiche di gravità inaudita perché dietro le fatturazioni prodotte in bolletta non ci sono solo i consumi inesistenti ma anche il fatto che gran parte di quelli che l’Acea definisce “addebitati e misurati” sono oltretutto presunti. Quella della mancanza delle letture da parte del Gestore, infatti – puntualizza Mario Antonellis, leader del Coordinamento -, è di certo una delle più gravi inadempienze. In merito a queste questioni ci sono notevoli sentenze a tutela degli utenti di cui una addirittura rivoluzionaria contro ACEA ATO5 S.p.A. secondo la quale in caso di consumi presunti le bollette devono essere considerate nulle, riconoscendo l’obbligo della lettura effettiva del contatore».
Ma andiamo per ordine.
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