di Angelino Loffredi
Ho condiviso per far leggere a tante persone questo contributo, per valorizzare il coraggio di una giovane professionista, per far conoscere che non tutto è palude ma francamente la nota non mi convince fino in fondo. Perchè ? Vedo una contraddizione fra la premessa ( funzione insostituibile dell’acqua accompagnata da riferimento a Papa Francesco) condivisibile e tutto il resto.Fra i due momenti vedo uno scarto. Marta Cerroni, sicuramente inconsapevolmente, sottovaluta la drammatica questione quando scrive “Tuttavia, siamo dinanzi a un tema complesso, estremamente tecnico”. Ridurre tutto alla tecnicità non aiuta a capire, ad affrontare e risolvere i problemi. Rilevo inoltre che la stessa vuole rifuggire dalle ideologie. Bene, rifuggiamo dalle ideologie ma perchè non si riconosce che la questione è tutta completamente politica. Affermare che il tema è tecnico non le permette di evidenziare in tutti i particolari le inadempienze di ACEA ATO5: mancate riparazioni, mutui non pagati ai comuni, depuratori non funzionanti, dubbia potabilità dell’acqua, mancati investimenti, le tariffe. Non si può ridurre tutto al controllo. Certo i controlli sono necessari, debbono costituire il pane quotidiano per un buon servizio ma il mancato controllo non è forse esso stesso un atto politico? Una volonta a non disturbare il manovratore, subalternità di vario tipo ? Il dopo Acea non sarà una passeggiata fuori porta, sarà un percorso difficile e travagliato ma sarà più facile e percorribile nella misura in cui verranno evidenziate con attenzione le cose che l’azienda monopolistica non adempie. Il baratro, la fine del mondo è adesso, non domani senza Acea. E’ già oggi che, a chi non può pagare, viene interdetto il flusso d’acqua. E’ oggi, anche in provincia di Frosinone, che ai non abbienti non si dà da bere agli asseta
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