Alessio Porcu ci segnala un interessante pezzo di Corrado Trento su come si stato trattato il nostro territorio negli ultimi decenni. Scrive Corrado Trento: il territorio della provincia di Frosinone è stato sottoposto ad un saccheggio scientifico e programmato, una rapina del suo futuro compiuta a mano armata: delitti perpetrati a colpi di opere e di omissioni.
E continua: La Sanità ciociara viene scientificamente depredata da almeno trent’anni, dai tempi in cui sulla Regione Lazio troneggiava il volto televisivo di Piero Badaloni chiamato a fare da paravento mediatico a facce politiche ben meno proponibili che ruotavano alle e sulle sue spalle. Chi decideva le strategie, già all’epoca capì una cosa: un primario è un primario, un medico è un medico, un infermiere è un infermiere, costano lo stesso sia che li metti a Frosinone e sia che li metti a Roma, ma se lo assumi in un ospedale ciociaro fai contento mezzo milione di persone e se lo assumi in un ospedale romano ne fai contente tre milioni e mezzo; lo stesso ragionamento vale per i reparti e per le spacializzazioni. ‘Elementare, Watson‘ commentava un impassibile Sherlock Holmes. E siccome non bisogna essere grandi investigatori per capire il ragionamento, sono almeno trent’anni che tutti i governi regionali si muovono sulla stessa rotta: dopo Badaloni venne Storace, poi fu il tempo di Piero Marrazzo e di Renata Polverini ed ora di Nicola Zingaretti. Si alzi in piedi chi ha almeno cinquant’anni e non ricorda i nomi dei professoroni che nelle corsie degli ospedali di questo territorio avevano fondato delle vere e proprie scuole per le generazioni successive. La scusa oggi è ‘Tanto i ciociari, per le cose serie, vengono tutti a Roma‘. Si, ci veniamo perché non abbiamo più, come una volta, un’alternativa altrettanto valida sul territorio.
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