Il cammino nel deserto si svolgeva in questa maniera: si parte la mattina alle nove su per giù, dopo colazione, e si riempiono le tasche di datteri. Non sono molto buoni perché la sabbia vi si appiccica, ma i datteri sono un alimento completo e si mangiano camminando. Quando hai sete il dattero ti toglie la sete, moltissimo.
Si facevano in media quaranta chilometri al giorno, fino ad arrivare a Béni Abbès dove è cominciata la vita di Charles de Foucauld, dopo la conversione. Il primo approdo dove è tornato sacerdote è stato proprio Béni Abbès, dove abbiamo ancora una fraternità.
Allora posso dire che la mia conversione è avvenuta in questa maniera. Tutte le sere e tutte le mattine, quando si metteva il carico sui cammelli – che erano diversi perché eravamo tanti Fratelli – quando si preparavano i cammelli, per montare la sella e caricare i viveri, c’era sempre un cammello che scappava, che si rifiutava e scappava; allora il cammelliere ci aveva avvisato di non gridare, di non corrergli dietro. Questo cammello se ne stava tutto il giorno per suo conto e verso il tramonto tornava ad avvicinarsi alla carovana. Allora il cammelliere si metteva accanto a lui a cantare il Corano e il cammello, la mattina dopo, si lasciava accarezzare per primo mentre un altro via, scappava.
Praticamente questa è come la rappresentazione di quello che avveniva in me, perché sentivo a poco a poco che la fede tornava. Allora capii che il mio sbaglio era quello di credere che sei tu ad amare Dio.
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