di Paolo Ferri, Università Bicocca – Milano
L’Italia è un paese davvero strano: la polemica sulla “Buona scuola” di Renzi, dopo lo sciopero generale, è al “calor bianco”. Unanimi insegnanti, personale ATA e sindacati arrivano a minacciare addirittura il blocco degli scrutini e degli esami. Strano davvero, 2 miliardi di euro di investimenti l’anno, 100.000 assunzioni subito e forse altrettante nei prossimi anni per Concorso, investimenti nella formazione e nell’innovazione tecnologica… e sono tutti contrari: uno sciopero generale! Gli insegnanti che scioperano e i sindacati hanno davvero la memoria corta. I governi del centro-destra hanno operato tagli per almeno 9 miliardi di euro tra il 2008 e il 2011. Si trattava della Contro-riforma Moratti-Gelmini, non della “Buona scuola” …. e se poi il governo del Cavaliere non fosse caduto i tagli complessivi avrebbero raggiunto l’astronomica cifra di 21 miliardi di euro. L’indagine OCSE Education at Glace 2014 certifica questi dati. Ad esempio, come dimostra il grafico qui sotto, nel 2011, la spesa per studente nella scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado era inferiore del 4% rispetto al 1995 e ha registrato una netta diminuzione tra il 2008 e il 2011 (-12%). Gli anni appunto dei tagli dovuti al Ministro Maria Stella Gelmini (anche di Letizia Moratti) nel corso del suo funesto periodo di permanenza al MIUR.
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