di Marina Corradi
Se poi, fra qualche ora o qualche giorno, ci dicessero che il pilota che ha provocato volontariamente la sciagura era un seguace di un qualche integralismo assassino, la tragedia di Seynes-Les-Alpes ci apparirebbe, certo, molto più sinistra e drammatica per l’Occidente: ma, umanamente, meno incomprensibile. Perché sappiamo che le estreme derive del fanatismo politico e/o religioso producono morte e stragi; ma perfino i kamikaze agiscono pur sempre nella logica di una ricompensa, promessa nel loro “paradiso”. Agiscono dentro una logica atroce, e tuttavia dentro una logica. Se invece, come assicurano gli inquirenti, Andreas Lubitz, cittadino tedesco, 28 anni, neo-pilota diplomato col massimo dei voti, non era un terrorista, allora ci troviamo di fronte al buio più insondabile.
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