Purtroppo la famigerata coppia utente/ password sembra sia destinata a dominare ancora per molti anni il reame dell’autenticazione. È persino ancora utilizzata in molte realizzazioni di sofisticati sistemi globali (ad es. Kerberos). Un po’ come avere una porta blindata con serratura a toppa, vista anche la qualità delle scelte degli utenti.
Ad esempio, le tre password più comuni del 2013, ricavate dai milioni di account compromessi che si trovano in rete, sono “123456”, “password” e “12345678” (le stesse del 2012) [v.gd/xofofi] – [v.gd/bojuba]
Se a questo aggiungiamo il serio rischio dovuto ai frequenti attacchi di phishing o social engineering, si arriva a un quadro non particolarmente confortante. Per cercare di minimizzare i rischi, eccovi alcuni consigli.
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