Tanto deve il Comune di Frosinone alla ditta appaltatrice, dopo l’annullamento del contratto. Leggiamo da L’inchiesta:

FROSINONE – Via alla verifica di tutti gli atti di gara che hanno portato all’affidamento della progettazione esecutiva e dei lavori per il teatro “che non si farà” al Casaleno. A quasi tre anni di distanza dalla posa della prima (e ultima) pietra da parte dell’ex sindaco Michele Marini, adesso l’ente mette in dubbio tutta la procedura per l’appalto, ponendo in evidenza i passaggi critici e potenzialmente illegittimi di quel procedimento. Un’operazione, quella ormai naufragata e messa in soffitta dal Sindaco Nicola Ottaviani, da circa 11 milioni di euro: di cui 6,5 dalla Regione e 4,5 dal Comune. Da parte dell’amministrazione comunale si tratta di una corsa ai ripari. Sul groppone dell’Ente, infatti, pesa una richiesta di risarcimento danni da 1,3 milioni di euro da parte della ditta vincitrice, cui è stata affidata la progettazione e l’esecuzione dei lavori nel dicembre del 2010. Al centro della “telenovela” del Teatro comunale diversi problemi relativi alla messa a disposizione delle aree in cui si sarebbe dovuto intervenire da parte del Comune. Ora, però, l’amministrazione comunale mette fortemente in discussione a posteriori la stessa procedura di appalto, con la determina di ieri del dirigente ai Lavori pubblici del Comune, che ha avviato il procedimento di verifica della legittimità degli atti posti a base di gara e di quelli relativi all’aggiudicazione per l’affidamento della progettazione esecutiva e della realizzazione del Teatro comunale. Diverse le criticità di quel procedimento secondo il dirigente che saranno oggetto di verifica di legittimità entro il 10 settembre: dal fatto che l’intervento posto in gara non costituisse lotto funzionale alla questione delle analisi di prezzo, passando per la composizione della commissione giudicatrice e possibili difetti di motivazione.
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