Le prime indagini hanno dato risultati sconfortanti: oltre il 60% di dichiarazioni false, tra quelle esaminate dalla Guardia di Finanza, incaricata dalle Università romane di verificare la congruenza delle autocertificazioni sottoscritte dagli studenti che hanno chiesto ed ottenuto borse di studio, sussidi, esenzioni dalla tasse. Ecco cosa scrive Valentina Furlanetto per Il sole 24 ore
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E’ solo un esempio dei casi di studenti universitari finti poveri che sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Roma nel corso dei controlli del Patto anti-furbetti stipulato con la Regione Lazio per smascherare chi, dichiarando il falso, cercava di ottenere o aveva giaàottenuto alloggi, esenzioni dalle tasse, bonus sui trasporti e altri benefit destinati invece ai veri indigenti delle tre università della Capitale. Il dato allarmante è che la giovane con il padre in ferrari non è un’eccezione. Dalle indagini è emerso che oltre il 60% degli studenti delle tre università di Roma si finge bisognoso per approfittare delle agevolazioni fiscali. Ora dovranno restituire tutto. C’e’ chi aveva beneficiato di un’esenzione dalla retta di 1700 euro, e chi addirittura correva per una borsa di studio da 26 mila euro. Altri soldi torneranno agli atenei con l’incasso delle sanzioni.
E c’è anche chi sarà denunciato penalmente se l’aiuto ricevuto supera i 3000 euro.
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