Il foglio non tradisce mai.
Non parla mai alle tue spalle, non critica, è muto se non hai voglia di ascoltare, il più convinto ascoltatore se hai voglia di parlare. Puoi trascurarlo, calpestarlo e dirgli cose illogiche, inaspettate, sconvolgenti e senza senso ma resta lì fermo immobile, pendente dalle tue labbra come il più fervente dei seguaci. Si ciba dell’euforia adolescenziale, rassicura le tue più intime paure, condivide la gioia e addolcisce i difetti, il rifugio più sicuro dagli errori.
Il foglio non delude mai.
Non una parola fuori posto, sempre la cosa giusta al momento giusto. In un pomeriggio assolato, durante un temporale, è sempre lì ad aspettarti.
E non si lamenta per il ritardo, né rivendica l’esclusiva delle emozioni, delle risate, degli sbadigli, dei sorrisi e dei pianti spavaldo e consapevole che non c’è dogana che lo precluda all’anima. Si fa bianco per riflettere i tuoi colori, nero per assorbirli fino all’ultima stilla.
Il foglio non cambia mai.
Eppure può essere una montagna da scalare o un cioccolatino da scartare avidamente. E lo affronti con felicità come il migliore degli amici, e lo temi come il più profondo dei salti nel vuoto.
Può premiarti nelle sere più tempestose, e lasciarti a bocca asciutta nei giorni più lieti. E senza essere scortese ti invita a riprovare se non riesci, e con fierezza ti invita a replicare se raggiungi l’obiettivo. E sei contento se lo riempi di te, se riesci ad intingere il pennello di ogni singolo colore della tua anima, e non ti abbatti se resta bianco perché non ti nega mai una chance di colorarlo.
Un foglio bianco può colorare i tuoi giorni.
post originale qui http://cogitanscribens.wordpress.com/2013/11/20/il-foglio-bianco/
Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento