di Mariano Casciano per http://www.ilfattoquotidiano.it/
Ci sono colleghi più arrabbiati di me. Aspettiamo la goccia di sangue che farà traboccare il vaso dei soprusi e i legislatori pensano di essere in un telefilm americano, Il telefim incarna il sogno di ogniavvocato “di base”: vedi la clessidra che segna il limite alla sopportazione delle chiacchiere dei clienti. Invece, sprofondiamo nell’Italia del massacro dei diritti. Napalm su un esercito attonito. L’armata dei piccoli legali è in rotta. Una strage silenziosa che entra nella percezione collettiva della “classe” con metodo chirurgico. Il dolore lo senti molto dopo l’affondo del bisturi, e quando la ferita si apre, e ti dissangua, non sembra succeda a te. Una morte reale che sembra virtuale. Per ora. Morti nella considerazione sociale, inabissati, con la borsa in similpelle, la toga, la prosopopea, le illusioni per cui hanno studiato e penato. Che anestetico avranno usato? Il disagio e la vergogna di dire “siamo qua, esodati con la cravatta” Non si può, non si fa. Per il babbo, la mamma che ti hanno fatto studiare, tua moglie, i vicini di casa. No, con la cravatta non puoi esodare, non la puoi allentare e dire: non ce la faccio..
post originale qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/29/avvocati-esodati-con-la-cravatta/578662/
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