Il Consiglio regionale del Lazio costa in un anno quanto la nuova stazione Tiburtina: 140 milioni di euro. E in una legislatura quanto basterebbe per dotare l’intero Mezzogiorno della banda larga: 700 milioni. Lo scrive il Messaggero nell’introduzione ad una lunga intervista alla governatrice Polverini che promette tagli decisi, senza guardare in faccia a nessuno
Ecco l’intervista di Alessandro Barbano
Le cifre monstre sono sul frontespizio di un rapporto checontiene altri numeri indicativi. Ventunomila euro al mese sono la retribuzione lorda del presidente del Consiglio (la maggioranza dei cittadini del Lazio non sa neanche che si chiama Mario Abbruzzese), 900mila euro all’anno sono il costo per gli stipendi dei suoi diciotto segretari, 178mila quello per i suoi nove consulenti e un milione e mezzo di euro le spese di rappresentanza.
Ma il presidente ha anche due vicepresidenti, che hanno altre ventiquattro segretarie e quattro consulenti. E ha ancora tre consiglieri-segretari d’aula, che hanno trenta segretarie e otto consulenti. Per farla breve, l’arbitro dell’assemblea regionale costa alla collettività 3 milioni 600mila euro all’anno. Quanto ai 71 consiglieri, guadagnano più di tredicimila euro netti al mese e dispongono per la propria attività politica di 211mila euro all’anno ciascuno, i quali, uniti ai costi dei gruppi consiliari di appartenenza, fanno 19 milioni di euro.
Come si spiegano queste cifre ai cittadini? Continua qui 217893.shtml
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