Quali sensazioni suscita oggi la vista del crocifisso? Quali contenuti questo segno riesce a comunicare? E soprattutto quale considerazione ha questo simbolo nelle varie discipline che si coltivano e si insegnano nell’università? Non si tratta di rivisitare in modo esaustivo saperi assestati da tempo nelle scienze storiche, teologiche, liturgiche, ma di fare il punto su un segno che – già assunto come emblema di una civiltà – sembra essere diventato ora un “problema”politico e culturale. Che cosa hanno da dire in proposito non solo gli studi teologici, liturgici, patristici, la storia del cristianesimo, ma anche semiologia, scienza delle comunicazioni, antropologia, scienze linguistiche e letterarie, storia dell’arte e sociologia?
Quali significati attribuiscono, oggi, al simbolo della croce i mezzi di comunicazione? L’esposizione pubblica del crocifisso in un paese laico pone davvero problemi giuridici? Gli studi umanistici sono in grado di accertare un “fastidio” della croce nella società laica e secolarizzata? Quale contributo può venire dalle varie competenze disciplinari all’interpretazione di questo segno che costituisce da sempre il compendio della rivelazione cristiana?
Di questo, ed altro, si parlerà nel convegno “La croce: da fondamento a problema?”, che si terrà oggi presso l’Università Europea di Roma. Interverranno, fra gli altri: Isabella Becherucci, Paolo Martino, Vincenzo Placella, Lia Fava Guzzetta, Irene Baccarini, Cristiana Lardo e Daniela Iuppa.
post originale la-croce-da-fondamento-a-problema.html
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