La presenza delle donne nel mondo del lavoro è profondamente cambiata negli ultimi vent’anni: sono aumentate
le donne che lavorano, è migliorata la qualità del loro lavoro ed anche il modello culturale è mutato a favore di una maggiore presenza femminile nel mondo del lavoro.
Pur tuttavia, le discriminazioni di genere fanno decisamente fatica a tramontare: rispetto all’universo lavorativo maschile, ancora importanti permangono le differenze relative ai tassi di occupazione, alle mansioni affidate, agli incarichi ricoperti, al livello retributivo, alla divisione dei carichi di lavoro familiari, alla conciliazione tempo di vita – tempo di lavoro, con le inevitabili conseguenze anche in termini di autostima. Di tutto ciò si è discusso al convegno “Stati Generali del lavoro femminile”, svoltosi al Cnel il 2 febbraio 2012, cui hanno partecipato con proprie relazioni Linda Sabbadini (Istat), Roberta Zizza (Banca d’Italia), Marco Centra (Isfol), Antonietta Mundo (Inps).
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Mi rendo conto che la donna (non tutte però) curvi sempre di più la schiena. Ai lavori tradizionali che la impegnano in casa e per la famiglia, si aggiungono nuovi compiti legati al suo ingresso nel mondo del lavoro.
Nell’ambiente lavorativo deve curvarsi ancora di più perchè deve lottare per affermarsi e dimostrare costantentemente la sua efficienza.