Calma mediatica, ma il palazzetto, la corrente, il riscaldamento?


Il sindaco di Ceccano, giustamente, ha stigmatizzato con forza  il vandalismo perpetrato ai danni della protezione civile, ringraziando tutti i volontari per il lavoro encomiabile di questi giorni.

Ciotoli ha anche invitato alla calma mediatica: ecco, dopo 7 giorni senza corrente e riscaldamento, francamente mi pare molto difficile invitare la gente alla calma.

Sarebbe il caso invece di iniziare ad individuare qualche responsabilità a cominciare da quelle dell’Enel, dell’Acea, dei gestori di telefonia: tanto di cappello ai tecnici di tutta Italia che in questi giorni stanno tentando di riparare un disastro che affonda le sue radici in 50 anni di incuria e di imprevidenza che non possono passare sotto silenzio,a cominciare dal fatto che il 90 per cento delle linee Enel di Ceccano siano aeree e risalgano a decine e decine di anni fa. Ceccano ha poi perso il palazzetto dello sport, crollato miseramente sotto 40 cm di neve, dopo lavori di ristrutturazione. Anche questo

il palazzetto dello sport di Ceccano

disastro andrebbe stigmatizzato, impegnandosi ad identificare tutte le responsabilità che non sono certo della neve. C’è ben altro che vandalismo in quel crollo.

Sindaco e assessori, in questi giorni, non si sono risparmiati e sono encomiabili per questo, come tutti i dipendenti comunali, impegnati nell’emergenza,  ma è l’intero sistema di protezione civile che andrebbe rivisto. Più volte da questo blog era stato chiesto di conoscere il piano di protezione civile della città, la conoscenza del quale da parte dei cittadini  è essenziale al suo funzionamento: erano le settimane in cui gli strumenti sismici avvisavano di scosse di terremoto nella nostra Valle del Sacco. Poteva essere l’occasione di parlare di protezione civile, di dare informazioni, di fare prove, esercitazioni… a Ceccano, come in tutta la provincia. Ma, non c’è stato verso.

Sono convinto che un sistema di protezione civile cittadina basata non su 50 persone ma su 500 volontari ben coordinati ed organizzati, dopo un appello a tutti di mettersi a disposizione, in particolare alle associazioni, con l’identificazione di compiti e funzioni precise per ciascuno e l’indicazione delle priorità, avrebbe sicuramente retto meglio alla tragica debacle delle infrastrutture elettriche, telefoniche ed idriche, soprattutto dal punto di vista dell’informazione e dei collegamenti. Ma ci sarà, spero, tempo per parlarne e per migliorare, con l’aiuto e la disponibilità di quanti vogliono bene a Ceccano.

Comunque, teniamo bassi i toni ed usiamo le capacità di ognuno per aiutare quelli che ancora sono al freddo e al buio, dopo 7 giorni. E se c’è bisogno d’aiuto, il Comune lo chieda, i cittadini saranno pronti!


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Un pensiero riguardo “Calma mediatica, ma il palazzetto, la corrente, il riscaldamento?

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  1. Sono in accordo con Pietro, in una simile situazione non si può chiedere di star calmi…
    La calma mediatica serve solo ad appianare i toni..così le campagne elettorali possono partire con meno “attrito”…
    Aggiungerei anche che i cittadini ceccanesi devono usar calma quotidianamente:le strade son piene di buche (e portiamo pazienza), il servizio trasporto pubblico comunale non ha orari certi (e portiamo pazienza), si interrompe l’erogazione idrica molto spesso anche in inverno (e portiamo pazienza), le strade del centro sembrano abbandonate causa scarsa attitudine alla pulizia di chi dovrebbe pulire per lavoro (e portiamo pazienza), i vigili urbani fanno multe ma a loro discrezione determinano se sia il caso o meno..quindi a parità di situazione c’è chi viene multato e chi invece no (e portiamo pazienza), siamo rimasti senza un pronto soccorso e ci toccano ore in quello di Fr (e portiamo pazienza)… non tocchiamo il tasto della salute e del bel fiume che ci sta rovinando tutti che è meglio….e tanti altri punti si potrebbero elencare.
    Dulcis in fundo: arriva una nevicata attesa e tutti sono impreparati, le strade di campagna le abbiamo pulite da soli, come soli siamo stati una settimana coi bimbi al freddo e senza acqua corrente… E c’è chi ancora vive questa situazione, solo con l’appoggio dei vicini. Non dovrebbe funzionare in questi casi la protezione civile, a supporto e sostegno di chi è in difficoltà? Non dovrebbero partire appena possibile i mezzi per pulire le strade? Se qualcuno si sente male rischia di morire perché non può uscire con l’auto e l’ambulanza non può raggiungerlo?
    In questo fine settimana di neve che è alle porte, cosa dovremo aspettarci? Ci chiederanno ancora pazienza mentre ci facciamo strada con le pale per non restare prigionieri della neve?
    Forse noi di pazienza ne usiamo troppa.
    Probabilmente è il caso di smettere di usarla per avviare qualche processo di cambiamento..

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