Marilena Marino ci aiuta a capire qualcosa in più del rapporto dei Cristiani con la morte, in se-parlassero-i-morti.html
Se i nostri cari potessero parlare, subito ci consiglierebbero questo: “Non perdetevi i nostri funerali, per nessuna cosa al mondo! Voi non sapete che festa vedervi li’ tutt’intorno alle nostre bare con fiori, candele, frasi profumate e soprattutto volti di persone che mai avremmo pensato di vedere in vita. Si’, sembra strano dirvi questo e non e’ affatto un’ironia, dal momento che da quassu’ vediamo e sentiamo davvero come stanno le cose. La gente si spaventa di celebrare per esempio la festa dei defunti e dei santi, o visitare un cimitero, magari ci ironizza su con Halloween. Sapeste invece che meraviglia in un funerale conoscere i cuori della gente che hai amato e che in vita magari dice solo male di te! Quando muori, invece, tutti diventano sinceri, affettuosi, piangono come in catarsi le proprie crisi di coscienza e si diventa subito piu’ fraterni e solidali coi dolori altrui. Ripetiamo! Non perdetevi un funerale. Se ci pensate, in quell’angolo di chiesa, fosse la piu’ maestosa o sperduta al mondo, si conoscono aneddoti nascosti, pezzi di storie incredibili e si concentra il piu’ bel circo del mondo: parenti, gente anonima che magari ti conosceva solo di vista, simpatizzanti, sorelle, fratelli, e la cosa piu’ straordinaria trovi persino i tuoi nemici o persone che in vita ti davano dell’antipatico! Non perdetevi un funerale, ripetiamo! E’ un attimo indimenticabile, in cui si manifesta a tutta la gente presente, l’intera vita di una persona, cio’ che ha compiuto di bene o male, non importa, perche’, comunque, ha realizzato un pezzo di storia, ha costruito una parte della societa’: il giudizio non spetta a noi, perchè sicuramente, al momento del dolore, voi ricorderete solo le cose belle che la persona defunta ha compiuto( speriamo). Insomma: come un matrimonio, un funerale è una festa, la festa di creature fragili ma belle che hanno popolato questa terra, contribuendo a viverla…coraggio, allora, non abbiate paura di partecipare alla nostra dipartita!Vi assicuriamo: noi , dal cielo, siamo molto contenti se venite a visitarci e anzi, noteremo subito se qualcuno manca!!” Non sia mai di dover recitare questa famosa poesia come tanti pensano: di W. H. Auden
Blues in memoria (Funeral blues)
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano il messaggio Lui E´ Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l´amore fosse eterno: e avevo torto.
Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l´oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.
Sarebbe opportuno, invece, che qualche parente o amico tenesse una bella testimonianza dopo l’omelia del Sacerdote, al fine di dare prova concreta e senza timore, di cosa ha rappresentato quest’anima in vita: ricordate, troppe volte diamo per scontato solo dentro di noi come sia stato viverci a fianco , mentre ai posteri e’ bello lasciare un gesto tangibile di storia che continuera’ ad essere costruita da chi viene dopo di noi. Il teatro dell’esistenza e’ ancora tutto da scoprire e allora, forza, amici, renderte “ragione agli altri della vostra speranza!”
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