È sempre il momento giusto, opportuno e favorevole, per educarsi e per educare. Non c’è stagione della vita che non abbia bisogno di attenzione educativa; ugualmente, ogni fase della storia dell’umanità richiede che le migliori risorse sociali e culturali siano investite nel compito educativo. Così l’Azione Cattolica della Diocesi di Frosinone lancia la proposta di un patto educativo per le giovani generazioni, perché non restino avvelenate dallo spettacolo di corruzione che le investe quotidianamente. In un documento diffuso al Convegno 150 anni d’Italia con il vescovo Spreafico e il presidente Cananzi, l’Azione Cattolica chiede di non trascurare le forze sane del Paese, la famiglia, i giovani, il volontariato ma anzi di sostenerle con decisione per non rassegnarsi al declino ma per dare invece un futuro al Paese. I mali dell’Italia, primi fra tutti la disoccupazione e il precariato, sono anche figli di una diffusa mancanza di giustizia e di solidarietà. Sull’Italia intera pesano vicende giudiziarie che riguardano anche i vertici delle Istituzioni, oltre che ampi settori della classe dirigente. Come ha sottolineato il cardinale Angelo Bagnasco, «la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative», contribuendo «a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita». Si tratta, ha aggiunto il presidente della CEI, «non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate».
Per questo l’Azione Cattolica propone a tutte le forze politiche e sociali un nuovo patto educativo che leghi nuovamente i cittadini ai comportamenti dei responsabili della cosa pubblica.
Qui il documento integrale
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