È sempre il momento giusto, opportuno e favorevole, per educarsi e per educare. Non c’è stagione della vita che non abbia bisogno di attenzione educativa; ugualmente, ogni fase della storia dell’umanità richiede che le migliori risorse sociali e culturali siano investite nel compito educativo. Così l’azione Cattolica Italiana si rivolge al Paese in occasione della Festa di S. Francesco, patrono d’Italia.
Il momento presente, si legge nel documento della Presidenza Nazionale dell’Ac, pone molteplici sfide all’Italia: dalla crisi economica all’emergere di preoccupanti forme di egoismo sociale e di populismo, dai cambiamenti demografici (invecchiamento della popolazione, migrazioni) alla disgregazione morale che intacca le fibra della convivenza civile. Eppure, secondo l’Ac, il paese ha tante risorse che invocano però sostegno ed investimenti: la famiglia, i
giovani, la scuola, il lavoro e il volontariato. I mali dell’Italia, si legge nella nota dell’Ac, primi fra tutti la disoccupazione e il precariato, sono anche figli di una diffusa mancanza di giustizia e di solidarietà.
Sull’Italia intera pesano nuovamente vicende giudiziarie che riguardano anche i vertici delle Istituzioni, oltre che ampi settori della classe dirigente. Come ha sottolineato il cardinale Angelo Bagnasco, nella prolusione alla recente sessione del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, «la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative», contribuendo «a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita». Si tratta, ha aggiunto il presidente della CEI, «non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate».
Qui il testo completo del comunicato dell’Ac
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