L’INPS fa la voce grossa: stamane, 3 ottobre, è arrivata una raccomandata con ricevuta di ritorno, con la quale l’Istituto pensionistico, sede di Frosinone, intima a mio figlio Francesco, morto più di due anni fa, di consegnare il modello Red, altrimenti, minaccia le lettera che porta la firma del direttore Luca Loschiavo, Francesco potrà incorrere nella sospensione delle prestazioni legate al reddito e poi, dopo ulteriori 60 giorni di silenzio, inspiegabile per l’INPS, l’istituto provvederà alla revoca definitiva e al conseguente recupero delle somme erogate… Tutto questo accade più di due anni dopo la morte di Francesco. Vanamente in questo periodo ho segnalato telefonicamente alla sede Inps di Frosinone, al numero verde, a qualche amico che lì lavora, che sarebbe stato opportuno cancellare il nominativo di Francesco dall’elenco degli assistiti dall’istituto. Fra l’altro, mi sono accertato che l’anagrafe di Ceccano abbia effettuato la necessaria comunicazione di morte, cosa che è regolarmente avvenuta nel febbraio del 2009. Non basta: l’INPS continua ad occuparsi di Francesco come se fosse vivo: magari!
Spero che si tratti di un caso unico in tutta Italia: se così non fosse, se cioè le sedi dell’INPS in Italia si occupano di chiedere modelli Red a persone scomparse allora ci sarebbe da dubitare sui dati statistici relativi alle pensioni.
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E’ Incredibile!!!
che vergogna
non ho paole!!!
non ho parole!!!
Cose da pazzi !!!