Ha provato a far sentire la sua voce per difendere il suo diritto a vivere tranquillamente: gli hanno assaltato il portone con calci, pugni e grida. Non accade nel Bronx ma in via Magenta a Ceccano dove i residenti vivono ormai reclusi e anelano all’arrivo dell’inverno per liberarsi dai soliti scalmanati che ogni notte trasformano Largo Tomassini in un disordinato pacheggio in doppia e tripla fila, un campo di calcio, un cestino per le immondizie. Forze dell’ordine neppure a parlarne.
La gente ormai non chiama neppure più i carabinieri. Ma a volte la pazienza ha un limite e potrebbe nascere qualche incidente serio. Fra l’altro sono diverse le abitazioni in cui sono apparsi i cartelli vendesi, segno evidente che i residenti hanno preferito trasferirsi che stare agli arresti domiciliari. Non vorrei che l’assoluta insensibilità da parte di Palazzo Antonelli alle richieste dei residenti, per un giusto bilanciamento tra le esigenze di chi vuole divertirsi e di chi ha
r diritto a riposare e a poter entrare in casa senza dove passare sui cofani delle auto, dipenda anche dal fatto che nessun amministratore abita lì.
Ricordo un libro di Luigi Einaudi, Lezioni di economia politica: nel capitolo dedicato al mercato, lo studioso, poi primo presidente ella Repubblica Italiana, eletto secondo il dettato costituzionale, elenca le varie caratteristiche che costituiscono lo spazio dedicato allo scambio delle merci, la domanda, l’offerta e così via. Dice ad un certo punto che non possono mancare però i pennacchi dei carabinieri, come elemento indispensabile per assicurare sicurezza e tranquillità alla vita dei cittadini.
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