C’è un deflagrante iato in questi giorni a Ceccano: da una parte un fiorire di iniziative divertenti, sagre, parchi giochi e chi più ne ha, più ne metta, con tanto di patrocinio delle amministrazioni pubbliche; si tratta di cose belle e da ammirare; dall’altra notizie che dovrebbero far tremare i polsi di chi ha il compito di guidare la società: cocaina, vandalismo, usura, furti, disoccupazione. Naturalmente si potrebbe pensare che lo iato sia apparente: già al tempo della Repubblica, consoli e questori organizzavano giochi e gare per tener buona la popolazione, sistema poi codificato e condotto a raffinatezza estrema con gli imperatori della dinastia giulio claudia. Per arrivare poi al grande Adriano che, appena eletto, condonò le tasse arretrate.
Ecco, dunque si tratta di una strategia per non fa preoccupare la popolazione, mentre, nel silenzio e nella riservatezza, c’è chi provvede alla disoccupazione giovanile, alla lotta contro la droga, ad abbattere il numero degli incidenti stradali, ad eliminare coruzione e favoritismi, a sostenere la cultura e chi la diffonde, a difendere l’ambiente.
Così possiamo tranquillamente partecipare alle feste, mentre smontano la tac, trafficano droga impunemente, rubano l’anima dei nostri ragazzi, vendono loro tutto l’alcol che chiedono, non rilasciano fatture e scontrini, calpestano il territorio in cui viviamo usandolo come discarica, riempiono i cemento paesaggi bellissimi, rubano ai morti…
O no?
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