Riporto volentieri un intervento di mons. Bruno Forte, pubblicata da il Sole 24 ore domenica scorsa
Che il nostro Paese stia vivendo una profonda crisi morale è sotto gli occhi di tutti. Al di là di ogni giudizio di parte, le recenti elezioni amministrative hanno mostrato una diffusa esigenza di cambiamento, soprattutto sul piano dell’etica pubblica e degli stili che devono caratterizzarla.
Quale apporto può dare a questi processi una fede pensata? Che cosa i cattolici e la teologia che li ispira possono offrire all’Italia per uscire dal tunnel? Anche se la domanda sulla teologia può apparire riservata agli addetti ai lavori, ritengo che meriti di essere considerata da tutti per le conseguenze che ne derivano nella prassi. Mi limito a segnalare tre urgenze. La prima è quella di una teologia più fedele alla terra, capace di parlare alla vita degli uomini, mantenendo alta la tensione fra il “già” e il “non ancora” propria della fede in Cristo, venuto fra noi e atteso per l’ultimo giorno.
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quel-dubbio-moderno-inutilita-150103.shtml?uuid=AagOKGfD
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