Nessun effetto dal blocco delle auto domenica 6 febbraio. Il rilevamento è addirittura il più alto dal momento dell’inizio delle misurazioni delle pm10: 168 mg per metro cubo, più di tre volte la soglia èprescritta dalla legge. Gli sforamenti salgono così a 35: ora Palazzo Antonelli dovrà adottare per forza provvedimenti ben più restrittivi della circolazione, rispetto a quelli deliberati sino ad oggi. Si accenna già ad un blocco totale per domenica 13. Ma la mancata discesa delle polveri sottili domenica scorsa indica che la causa dell’inquinamento non è tanto nel traffico veicolare quanto in altre fonti generatrici delle polveri. diversi anni fa, l’Agip Petroli sottoposta ad indagine dalla magistratura, era pretore a Ceccano Vittorio Misiti, attualmente procuratore della Repubblica a Frosinone, incaricò l’università di Macerata di svolgere un’indagine sulla qualità dell’aria. Già allora emerse una pericolosa concentrazione di polveri nell’atmosfera di Ceccano. In maniera particolare si trattava di residui della lavorazione di pneumatici rigenerati. Non sarebbe il caso di seguire la stessa metodologia ed andare a cercare le fonti di inquinamento che riempiono di zozzeria i nostri polmoni con gli effetti che ciascuno di noi, purtroppo, sperimenta o vede drammaticamente lasciare il segno in parenti ed amici. Certo bisognerà anche adottare modi di vita compatibili con un uso meno smodato delle automobili e più efficienti servizi di trasporto pubblico, assente a Ceccano.
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