Una strada di collegamento, forse un’altra, ma niente di più. Questo prevedono le linee guida del piano urbanistico regolatore presentato venerdì 9 luglio al teatro Antares; nessuna idea innovativa, nessuna attenzione all’ambiente, nessuna scelta di mobilità alternativa alle auto, nulla per il trasporto urbano, niente per migliorare la vivibilità. Di fronte ad una platea di addetti ai lavori, geometri, ingegneri, architetti… con qualche proprietario terriero preoccupato del valore dei propri possedimenti, il sindaco Ciotoli ha presentato le linee guida del piano che dovrà governare lo “sviluppo” di Ceccano per i prossimi dieci anni. Ci ero andato curioso di vedere come i tecnici dell’urbanistica avrebbero affrontato le grandi questioni di Ceccano: la mobilità, l’inquinamento, il fiume come risorsa e non come problema, il potenziamento degli attrattori culturali, i servizi per le giovani generazioni, l’utilizzo del patrimonio dei castelli, quello dei Conti e Sindici, i parchi e così via. La delusione, confesso, è stata forte: certo il sindaco Ciotoli, pur colpito
nel vivo dagli interventi del pubblico, ha promesso attenzione alle proposte dei cittadini. Così pure il consigliere Agostino Ciotoli che si è impegnato a far diventare sue le idee venute dai pochi interventi della serata. Da parte mia ho posto tre questioni: la prima relativa alla fluidificazione dell’attuale traffico automobilistico, la seconda per la mobilità alternativa (metropolitana leggera, piste ciclabili, percorsi pedonali, soluzioni sostitutive del traffico urbano, scale mobili, tapis roulant…) la terza riguardante la realizzazione di “mostri” edilizi che non tengono assolutamente conto del paesaggio naturalistico e culturale, a cominciare da quello che oggi sorge al posto della rupe settentrionale di Castel Sindici. Non ho avuto risposte, purtroppo.
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