Ancora un giovane, Pierfrancesco Gizzi, ci dà qualche segno di speranza:
…
Ricominciare…
Da mesi sono tartassato da questo dubbio: cosa vuol dire ricominciare?
Ho visto molti programmi, sentito tantissimi convegni ed altrettante manifestazione; tutti che parlavano di <<ricominciare>>.. Ma da cosa?
Il vero significato di questo vocabolo secondo me è ammantato dalla realtà odierna, satura ormai di un’inutilità fatta di talk show, rubriche e reality. Questa però è tutt’altra storia.
Riprendiamo il discorso. Ricominciare premette un cominciare, interrotto durante il cammino per poi essere ripreso; ora cosa abbiamo cominciato in questo paese che poi si è interrotto nel cammino? Il paniere di “start and stop” che abbiamo in cronologia è immenso. Si pensi solamente alla sanità a Ceccano: due ospedali immensi e ben funzionanti, un manicomio e un centro di riposo. Ora è rimasto un piccolo pronto soccorso. Haut ignota loquor (dico cose ignote)?
Non voglio entrare in merito del problema della “mala sanità”, come si dice oggi giorno, dato che era solamente un esempio, ma voglio entrare, invece, nel merito della seguente questione: perché a Ceccano, città secondo me con un grande potenziale, abbiamo tutto ma non lo usiamo o non lo usiamo bene?
E questo spreco è tanto colpa dei nostri “politici” quanto di noi stessi che a volte preferiamo rimanere immobili a vedere tutto scorrere invece di agire, dicendo con la solita nenia “Vabbè che ci fa, è sempre stato così”. Se un paese non funziona non vuol dire solamente che non ci siano bravi politici al governo ma che anche la popolazione non fa il suo dovere come cittadini e come elettori.
Sentirsi “ceccanese” non basta ad elevare lo status culturale-conoscitivo della città, anzi secondo me serve solo ad obnubilare le nostre colpe di non far nulla pro civitate. Si prenda ad esempio la vita ceccanese. Essa sta diventando un vero e proprio stillicidio di monotonia e d’ imbarbarimento. Nessuna rappresentazione teatrale, nessun concerto, nessuna presentazione di libri o conferenze culturali, nessuna visita guidata dei due castelli. I nostri avi ci hanno lasciato una città grandissima e bellissima e noi piano piano la stiamo demolendo, facendola diventare un monotono hotel, anzi una casa di riposo. Fabrateria vetus che fine hai fatto? Emendare gli errori commessi è difficile, ma prima di tutto correggiamo i nostri; applicchiamoci per aiutare Ceccano per sentirci veramente e giustamente fieri di essere ceccanesi.
Il famoso attore Massimo Troisi in un suo film diceva: “Ricomincio da Tre”, perché in tutta la sua vita tre cose gli erano riuscite bene; noi potremo dire lo stesso?
Pierfrancesco Gizzi
da un-cambiamento-positivo-che-fine-ha-fatto-fabrateria-vetus
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