Ci sono Ceprano, Ferentino, Anagni, persino Frosinone: riceveranno finanziamenti dalla Regione per realizzare gli attrattori culturali, strutture destinate appunto a facilitare lo sviluppo delle iniziative culturali sul territorio.
Lo si è appreso nella conferenza stampa di presentazione delle destinazioni dei 33 milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio, risultato dei lavori di una commissione tecnica di valutazione: 65 interventi in tutto, raccolti in 20 ‘cluster’ di proposte progettuali incentrati sulla valorizzazione e la promozione dei cinque Grandi Attrattori Culturali del Lazio, ovvero il Parco Archeologico di Vulci e l’area Etrusca in provincia di Viterbo, l’abbazia di Fossanova e i percorsi del sacro in provincia di Latina, Tivoli ed il polo tiburtino in provincia di Roma, la Via del Sale con il suo paesaggio in provincia di Rieti, le città cinte da Mura Poligonali nel territorio di Frosinone). I progetti finanziati sono stati proposti da cinquanta Comuni del Lazio, due Province (Rieti e Frosinone), una Comunità Montana (XVII – Monti Aurunci), due Università (Sapienza di Roma e D’Annunzio di Chieti-Pescara), ed il CNR, l’ARSIAL, la direzione del MiBAC: interventi diversificati, dall’accessibilità del patrimonio agli allestimenti museali, dalla segnaletica autostradale alla cartellonistica dei siti, dalle piste ciclabili alle infrastrutture tecnologiche. “E’ la prima volta che i fondi europei di sviluppo vengono assegnati ai beni culturali del Lazio, a cinque eccellenze delle nostre province”, ha detto nel suo intervento l’assessore regionale alla Cultura, Spettacolo e Sport Giulia Rodano. “La procedura di assegnazione delle risorse, iniziata dieci mesi fa proprio in questa sala, è stata trasparente e partecipata” dichiara Rodano. “L’obiettivo è la valorizzazione delle aree interne della nostra regione, l’articolazione dell’offerta culturale meno visibile del nostro territorio” ha continuato l’assessore regionale alla Cultura. “Ai soggetti proponenti abbiamo chiesto di vincolare i progetti sia alle vocazioni locali che ad un piano complessivo sul Grande Attrattore Culturale dell’area. E attraverso la procedura pubblica, abbiamo attivato quasi un processo di ‘trasformazione concordata’ delle idee progettuali. Oggi possiamo dichiarare che sui territori verranno allestite delle vere e proprie infrastrutture culturali, con interventi sia sui patrimoni interessati che sui servizi di rete necessari a promuoverli ed a valorizzarli. Dai percorsi tematici dei siti Unesco di Cerveteri e Tarquinia alla riqualificazione delle antiche vie del ferro e dell’acqua attorno a Fossanova, dalle opere di recupero delle mura poligonali del Frusinate, o dei siti di Cures e Cotilia nella Sabina, alla Casa dell’animazione che sorgerà a Tivoli a Palazzo Macera, tanto per fare alcuni esempi, ai territori la Regione Lazio ha cercato di offrire opportunità di sviluppo fondate sulle proprie vocazioni storiche e culturali”.
Ceccano, naturalmente, non è compresa in nessuno dei progetti approvati, né risulta aver presentato alcun progetto.
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