CECCANO _ Sicuramente chi ha appoggiato lì il cartello stradale di divieto di accesso addosso alla Fontana dei delfini, nella Villa Comunale del palazzo Antonelli non ne ha colto il significato simbolico, rappresentazione immediata dell’atteggiamento con cui l’amministrazione Ciotoli presta attenzione al patrimonio storico ed archeologico della cittadina fabraterna. Così appena si entra nel cancello superiore di via S. Sebastiano, ci si trova di fronte alla cosiddetta Fontana dei delfini: c’è un cartello predisposto dalla Pro loco e dal Comune.
Vi si legge che la fontana fu costruita nel 1862, dall’arch. Cipolla per arredare il magnifico Palazzo Berardi, distrutto dai tedeschi al momento della ritirata, alal fine di maggio del 1944. Il Palazzo Berardi occupava l’area che attualmente vede invece gli orrbili palazzi Evalgelisti, e l’altrettanto invedibile palazzo Schiappa, sulla riva desttra del fiume, a valle di Ponte Berardi.
Il cartello divulgativo celebra anche l’amministrazione comunale che nel 2000 riportò la fontana dei delfini dall’abbandono di Piazza Berardi, ad adornare la villla Antonelli, salvo poi piazzarvi davanti un segnale di divieto d’accesso copendone quasi completamente la vista… Divieto d’accesso alla cultura?
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