CECCANO _ Sono in aumento i tumori nella Valle del Sacco. Lo dicono le ricerche della Regione Lazio. Il convegno sull’inquinamento ambientale, organizzato da Wellness Ceccano sabato scorso, continua a far discutere: <<i dati dell’Alta Valle del Sacco sono preoccupanti e portano a credere che situazioni simili ci siano lungo il resto del corso del fiume>>. E’l’affermazione di Daniela Aversa dell’Università dell’Aquila, ceccanese, che sta dedicando i suoi studi accademici proprio alle problematiche degli agenti inquinanti e la loro influenza sullo sviluppo dei tumori. La dott.ssa Aversa fa riferimento ad uno studio della Regione Lazio, Mortalità e ricoveri ospedalieri dei residenti nella Valle del Sacco, 1997-2004, a cura del Dipartimento di Epidemiologia Asl Roma E, sulla popolazione residente della Valle del Sacco tra Colleferro ed Anagni da cui emerge un eccesso di patologie tumorali, in particolare per i carcinomi polmonari, quelli della pleura e della vescica, soprattutto tra i maschi. I dati danno un aumento del 21 per cento dei casi relativi alla mortalità per tumore e del 10% rispetto a tutte le altre cause di morte: il che vuol dire che le condizioni ambientali della Valle del Sacco non sono certo favorevoli ad una vita salubre. In particolare si registra un eccesso di mortalità e di ricoveri per patologie tumorali, specie tra gli uomini per quanto riguarda il tumore polmonare, della pleura, e della vescica. Per le condizioni non tumorali, risultano in eccesso le persone ricoverate per i disturbi del sistema nervoso periferico, la patologia respiratoria di tipo asmatico specie nei bambini, e la patologia degli organi genitali femminili. I dati dei ricoveri sono impressionanti per i tumori in genere, 10% in più, polmone, 41% in più, pleura, 400 per cento in più, prostata, +67%; vescica, +47. Tra le donne nel periodo 1997-2000 è presente un eccesso statisticamente significativo di tumore della vescica (+86%). E i dati proseguono con tale spaventoso ritmo. Se la situazione è questa ad Anagni come è possibile pensare che non ci siano dati altrettanto significativi a 20 km di distanza? E invece i bufali continuano a pascolare lungo gli argini, l’acqua del fiume è utilizzata per irrigare, addirittura si costruiscono residence abitativi proprio lungo le rive del fiume Sacco.
Qui i dati:
relazione_sacco_7-febbraio-2006_11
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Dopo il convegno di sabato, resto ancora + convinto che bisogna dare vita ad un comitato che coinvolga le persone e i familiari che hanno vissuto e continuano a vivere con le problematiche di queste patologie. Bisognerà poi nominare un legale e costituirsi parte civile presentando un esposto alla Procura della Repubblica. Solo in questo modo potremmo essere maggiormente tutelati.
Non c’è altra soluzione. I giornali vengono letti e bene, ma nessuno fa niente. In questo modo saranno obbligati, altrimenti il loro comportamento ricadrà in un’omissione di atti d’ufficio.
Ritengo sia questo l’unico modo per dare una vera svegliata alla popolazione che abita nel nostro territorio, prima che l’omertà e il silenzio finiscano di conquistare ancora altre anime.
Antonio
Completamente d’accordo con Antonio,aggiungo solamente che dobbiamo obbligare La Regione e le Strutture interessate ad effettuare un monitoraggio totale delle persone residenti nei paesi Colleferro,Segni,Gavignano,comprese anche le persone non residenti ma che in questi luoghi ci lavorano.
ho visto,l’anno scorso,un servizio su TELE UNIVESO,che parlava proprio di questo argomento…per quanto ho compreso,dietro l’attuale, disastrosa situazione del Sacco,ci sono organizzazzioni criminali,tra le quali spiccherebbe il nome della Camorra…non so se sia vero o meno,ma quest’argomento ha da sempre suscitato in me un grande interesse,perchè credo che in molti abbiamo notato un drastico aumento di patologie gravi negli ultimi anni.
Spero che nei prossimi tempi l’onesta e il pentimento si facciano sentire,per risollevare le sorti delle nostre amate terre.