Migrazioni e trasformazione dei saperi: relazione a Genova, convegno Transiti

Transiti – Migrazioni e trasformazione dei saperi

Famiglie: attese educative

Ipotesi di itinerario di riflessione

Intervento del prof. Pietro Alviti – Forum delle Associazioni Familiari

Un indice

La situazione

n La scuola e la società multiculturale

n Ci sono oggi diversi punti di vista nei confronti della situazione. A seconda della scelta di un’ottica o di un’altra la prospettiva cambia radicalmente

n L’istituzione scuola: un problema da risolvere

n La famiglia migrante: un occasione di integrazione

n La famiglia italiana: un problema a volte da evitare

n Famiglia o famiglie: la diversità delle famiglie italiane comporta un’ulteriore complicazione interpretativa

n I figli sono quelli più disposti a considerare la situazione come normale…

n Un esempio: la comunità cinese

n Suggestioni: le periferie etniche

La scuola e la società multi…

n La situazione:

n Le difficoltà:

n gli immigrati arrivano senza strumenti linguistici e con conseguenti problemi di comunicazione; arrivano in qualunque momento dell’anno e hanno il diritto/dovere di inserire subito i loro figli nelle scuole

n che la scuola non sia preparata è un fatto riconosciuto dalla scuola stessa. Spesso una buona riuscita dei processi integrativi dipende dall’esclusiva buona volontà soggettiva, non è presente una strutturazione e una sistematizzazione di modelli di educazione interculturale.

I dati

n Secondo lo studio condotto da Eurydice “L’integrazione scolastica dei bambini immigrati in Europa”, nella maggior parte dei Paesi dell’UE la percentuale della popolazione straniera varia dal 2,5 al 9%. Nel caso dell’Italia, il valore si attesta intorno al 4% (anno di riferimento: 2003).

n Le nascite dei figli di immigrati, che tanto contribuiscono alla crescita demografica italiana, aumento dei ricongiungimenti familiari,

n “radicamento” del fenomeno dell’immigrazione;

n da un’immigrazione a tempo e a scopo determinato per motivi lavorativi, all’insediamento in Italia delle famiglie straniere.

n forte crescita del numero di figli di immigrati nelle scuole italiane.

n 1992-93: 30 mila alunni stranieri

n 2002-2003: 280.000, il 3,5%

n Infanzia, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di II grado

n Più a nord che a sud

n Albanesi, marocchini, ex jugoslavi, rumeni…

Perciò…

n necessità di aprirsi alle esigenze di una scuola sempre più multiculturale e di contribuire ad una piena integrazione degli alunni stranieri e delle loro famiglie nella nostra società

n Scelta di non separare i bambini stranieri dal resto della classe, ma di integrarli insieme ai compagni italiani facendo attenzione, comunque, a non superare il numero di cinque stranieri per ogni classe

n Recupero e potenziamento

n Dialogo tra docenti e famiglie

n Le potenzialità e i rischi

n Le condizioni: entrambi i genitori stranieri? Scuola soltanto in Italia? Contesto di inserimento…grado di scolarizzazione dei genitori, situazione giuridica e lavorativa in Italia

E l’immigrato, adulto o bambino?

n Fatica del doppio sforzo

n inserire al meglio sé stessi e i propri figli nel contesto italiano

n conservare intatte la propria lingua e le tradizioni dei loro Paesi di provenienza

n Le chiusure

n timore che il proprio figlio assimili troppo rapidamente un nuovo modo di comportarsi e dei valori diversi da quelli del suo contesto di provenienza, tanto da trovarsi poi in conflitto con la cultura e le tradizioni familiari

n far sì che il bambino non si trovi nella condizione di dover scegliere tra il modello di vita familiare e quello scolastico, sentendosi sospeso tra due mondi contrastanti.

n Il mediatore culturale

n Sviluppare un approccio interculturale: l’accoglienza (tanto del singolo alunno quanto della famiglia immigrata), lo sviluppo linguistico e l’approccio interculturale

Un modello educativo

n Duplice obiettivo:

n inserimento e della integrazione dei figli dei migranti nelle scuole italiane

n educare tutti gli alunni

n risorsa che questa società multietnica rappresenta,

n i vantaggi dell’essere cresciuti e aver frequentato la scuola con compagni di classe di provenienze e radici culturali diverse

n una educazione delle famiglie straniere e italiane.

n una buona educazione dei bambini può servire da tramite ad un modello di vita integrato anche per le famiglie.
Un bambino inserito tra tante soggettività, ciascuna degna del massimo rispetto anche nella sua differenza

La famiglia migrante

n Nel mondo dell’immigrazione italiana , le famiglie straniere le possiamo classificare in :

n Monoparentale ( madre sola o padre solo con i figli)

n Nucleare ( nucleo composto da genitori e figli )

n Famiglia multipla o allargata ( composto di genitori figli, nonni, zii, cugini, amici )

n Arrivo in Italia:

n altri valori, un modo di vivere e di pensare diverso

n dissociazione e trasformazione dei valori corrispettivi delle due culture

n influenze del nuovo ambiente culturale, che logicamente modificano gli equilibri preesistenti nella famiglia

n i più colpiti da queste situazioni familiari siano più i bambini che i genitori.

n Genitori che proprio per le suddette ragioni non riescono a seguirli nel percorso d’integrazione.

La condizione generale

n diversità della cultura, che portano con sé

n precarietà economica

n debolezza giuridica

n incomunicabilità per la non conoscenza della nuova lingua

n La cittadinanza e i servizi: le ragioni di un fallimento effettivo

La questione culturale

n Tre riferimenti:

n Il padrone di casa

n La scuola

n Gli altri immigrati

Una casa violenta?

n Le mancate denunce per paura…

n Le mancate indagini della polizia

n Grande fragilità, mancanza di autostima, impossibilità di lasciare la casa

n La clandestinità come aggravante

n Tribunale minori

n L’affido e l’adozione

n Poco tempo per i figli

n Necessità di conferme

Il disagio culturale e la scuola

n all’interno della famiglia immigrata si parla la lingua di origine, si conserva la cultura di provenienza,

n i ragazzi che non sono preparati per vivere fra due culture, spesso rifiutano la cultura di origine, cercano ad ogni costo di annullare la propria differenza rispetto a coloro che stanno loro accanto e nei quali vogliono trovare una identificazione che crei consenso e sicurezza

n si vergognano del lavoro umile che svolgono i genitori, perché non permette loro di confrontarsi con i suoi coetanei italiani.

n la scarsa conoscenza della lingua italiana , usata solo a scuola e non in famiglia, unita alle condizioni abitative spesso precarie che non permettono di studiare e fare i compiti costringono gli alunni stranieri a passare due o tre anni nella stessa classe.

n Lo scoraggiamento e la frustrazione che ne derivano le rendono incapaci di seguire studiando, una volta adolescente restano culturalmente e professionalmente ai margini.

n I ritardi scolastici che sono dovuti senza dubbio ad una insufficiente conoscenza della lingua, vengono interpretati come carenza intellettiva.

n Durante il processo di scolarizzazione i ragazzi arrivano pertanto a pensare di non essere abbastanza intelligenti per potere ottenere una occupazione ben retribuita o di elevato prestigio sociale.

n L’ esperienza del fallimento scolastico insegna loro a riconoscere i propri limiti intellettuali avendo accettato la propria inferiorità essi si orientano verso occupazioni con limitate prospettive di carriere.

Idee per un progetto 1

n L’ingresso dei bambini stranieri nel mondo scolastico obbliga operatori ed educatori a confrontarsi con la “diversità” culturale

n mediare l’incontro tra bambini aventi provenienza familiare, culturale e sociale molto diversa.

n L’impatto sociale del fenomeno è molto significativo, in particolare in alcune zone ed istituti scolastici, dove sono presenti molti bambini stranieri in ciascuna classe.

n La presenza di famiglie e minori immigrati con problematiche sanitarie, sociali, educative e di inserimento è molto sensibile

n La scuola, in quanto luogo della socializzazione del bambino/a e dell’adolescente, è l’ambito privilegiato per attuare l’inserimento del minore immigrato.

n gruppo ‘etnico’ >< gruppo autoctono

n gruppo ‘etnico’della 1° generazione (genitori) >< gruppo ‘etnico’ della 2° generazione (figli)

n La III generazione: i fatti di Francia

La famiglia italiana

n Famiglia e famiglie in una società multiculturale

n La chiusura

n L’apertura senza identità

n L’educazione interculturale e il rispetto reciproco

n Identità e integrazione

n Valori e identità

n I casi difficili: islam e cinesi

Il caso cinese

n La famiglia e le reti di relazioni sociali ad essa riconducibili alla base delle migrazioni: si tratta di profondi legami interni che regolano tutto l’iter migratorio, dalle modalità di espatrio in madrepatria, a quelle di inserimento nella nuova società di approdo, e che facilitano contatti e spostamenti all’interno dei diversi paesi di immigrazione

n si crea così un universo socialmente ed economicamente autonomo dove la forza dei vincoli sociali o parentali risulta tutt’altro che indebolita dalla dispersione territoriale: la lontananza fisica dal paese natìo sembra anzi rafforzare ulteriormente il profondo legame con la madrepatria e quindi la coesione tra gli immigrati residenti non solo in diverse città della stessa nazione, ma anche in differenti paesi.

n La comunità fa tutto, anche la ricerca della nuova impresa

n Una struttura produttiva autonoma dal contesto d’accoglienza

n Le divisioni sociali rimangono rigide, come pure quelle culturali

n La struttura familiare rimane identica a quella della madrepatria

n Quali relazioni?

Le periferie multietniche

n L’immigrazione marginale

n criminalità, disagi abitativi e dei servizi, ghettizzazione di intere aree urbane

n La solidarietà spontanea

n dimensione urbana dei processi di insediamento

n I quartieri degradati e la forte concentrazione

n Le esagerazioni dei mass media e la realtà

n Stazioni ferroviarie, San Salvario a Torino, un tempo quartiere degli immigrati nazionali, l’Esquilino a Roma, la zona di Santa Maria Novella a Firenze, il porto di Genova e il quartiere Canonica a Milano

n il 10% delle popolazione romana

n I quartieri e l’hinterland: non c’è il ghetto organizzato

Le opportunità e i rischi

n La migrazione e il confronto delle culture

n La paura del diverso

n L’arricchimento reciproco

n La scelta della solidarietà

n La difesa dei diritti umani fondamentali per tutti

n La ricerca della pace coniugata con la giustizia

n La sollecitazione ai governanti

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