Il consigliere comunale Angelino Stella interviuene sulla vicenda delle bollette dell’Acea Ato5:
Invece di votare la risoluzione della convenzione con L’Acea/Ao 5, come più volte lo scrivente ha richiesto, la maggioranza dei Sindaci della Provincia nei mesi scorsi (n. 55, aprile 08), approvò, senza mettersi la mano sulla coscienza, l’aumento retroattivo del 15% del costo a metro cubo dell’acqua per gli anni 2006 e 2007. Un vero atto contro i cittadini, che proprio in questi gg. stanno ricevendo un bel tris di salatissime bollette relative agli anni 2006 e 2007(15% retroattivo) e l’intero importo per il 1^ semestre 2008.
La convenzione sottoscritta nel 2002 a seguito delle legge Galli (n. 36/94), dal Presidente della Provincia Scalia e dagli 86 Comuni aderenti all’ATO 5 con il gestore Acea Spa, che doveva portare alla miglior distribuzione dell’acqua ai cittadini con grande risparmio del consumo della stessa, si è rivelata un vero” flop”.
Molti punti della convenzione sono stati disattesi, con relativo disservizio nella maggioranza dei Comuni Ciociari.
SOLO IL PREZZO DELL’ACQUA E DELLA BOLLETTA non è stato disatteso., Come si può deliberare un aumento ad una società di gestione che a distanza di 5 anni ha effettuato investimenti risibili ed inconsistenti nei Comuni per cambiare e potenziare le vecchie condutture colabrodo, che in molte realtà perdono nel terreno oltre il 30/40 % del prezioso liquido? .A Ceccano ad esempio gli investimenti previsti dal 2002 al 2007 pari ad 1/3 milioni euro non sono mai arrivati ( sono arrivate le briciole), le letture si sono fatte solo quest’anno, le perdite tantissime vengono riparate solo dopo molte segnalazioni.. Sempre a Ceccano l’acqua viene distribuita in estate, senza alcuna equità sociale. La siccità esiste solo per alcune zone. In altre zone qualche manina ossequiosa e gentile, consente invece la fornitura 24 ore su 24, generando così UNA SCANDALOSA DISPARITA’ DI TRATTAMENTO.
Allora pongo una domanda al Sindaco di Ceccano, al Presidente Scalia e agli 85 Sindaci aderenti al consorzio: COSA ASPETTATE A RESCINDERE IL CONTRATTO CON IL GESTORE PRIVATO? Se uno dei contraenti non rispetta il contratto è noto che la vicenda finisce sempre in Tribunale con relativa richiesta dei danni. PERCHE’ IN QUESTO CASO NON AVVIENE ALTRETTANTO? La convenzione scadrà nel 2029, con che coraggio civile, sociale ed economico decine di sindaci partecipano alle assemblee del consorzio per deliberate aumenti retroattivi, alla luce del mancato rispetto dei molti punti della convenzione?
Quali sono gli elementi ostativi a tale semplice constatazione? Perché sig. Sindaco in 4 anni ha bocciato ben 4 mozioni consiliari dello scrivente che volevano la risoluzione del contratto con il gestore privato.
POSSIBILE CHE CON la Vs inerzia, VOLETE REGGERE lo svuotamento delle tasche dei cittadini FINO AL 2029”(scadenza convenzione)?
E allora svegliatevi e convocate l’assemblea del consorzio con all’ODG: RISOLUZIONE DELLA CONVENZIONE CON IL GESTORE ACEA-ATO 5.
Occorre la maggioranza più uno degli 86 Sindaci componenti il Consorzio.
Le confido sig. Sindaco che non mi che non mi aspetto molto dalla S.V., così come da troppi suoi colleghi bipartisan provinciali. Basterebbe che Ella, come tutti gli altri, convocasse un consiglio comunale, con all’ODG la messa in mora della gestione idrica e conseguente delibera per portare in Tribunale il gestore privato per il dessirvizio pagato a carissimo prezzo, con successiva richiesta di assemblea provinciale. Perché ciò non avviene? Qual è l’elemento ostativo ?
“IL buon senso reiterato ed abusato, è sempre l’alibi di comodo per chi il coraggio l’ha chiuso da tempo nel cassetto e l’ha immolato agli ordini di partito per NON DISTURBARE I potenti di turno.”
Ceccano 26/09/08
IL CONSIGLIERE COMUNALE
Angelino Stella
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