Aumenta l’inquinamento atmosferico


CECCANO _ Aumentano i valori dell’inquinamento atmosferico ma nessuno se ne preoccupa: mentre nel capoluogo permangono le condizioni di allarme e l’amministrazione civica si preoccupa di inasprire ulteriormente le misure per il contenimento dell’inquinamento atmosferico, nella cittadina fabraterna tutto tace, fidando nella divina provvidenza che, secondo chi amministra i ceccanesi, rovescerebbe tutte le polveri minute sui frusinati risparmiando invece i cieli di Ceccano. Dal momento in cui le centraline del capoluogo hanno rivelato il superamento massiccio dei limiti della presenza delle pm10, le polveri disperse nell’atmosfera, chiunque si sarebbe aspettato una pari attenzione a Ceccano, che sorge a 3 o 4 chilometri in linea d’aria dalla centralina di via Puccini a Frosinone. Anzi si potrebbe dire che alcuni quartieri di Ceccano e soprattutto le popolose contrade di Colle Leo e della Cantinella sono certamente più prossime alla centralina della stazione di Frosinone rispetto al Piazzale De Mattheis. E invece non c’è stato nulla: tra le mille preoccupazioni della giunta Ciotoli, soprattutto nell’imminenza delle elezioni, quella dell’ambiente e della conseguente salute dei cittadini non sembra essere al primo posto. Infatti nulla è stato fatto per migliorare le possibilità di monitoraggio né sono state chieste altre centraline per verificare la reale consistenza del fenomeno nella cittadina fabraterna. Eppure motivi di preoccupazione ce ne sono: nella zona industriale compresa nel territorio dei comuni di Frosinone, Ferentino e Ceccano ci sono ben 19 imnpianti industriali ad alto rischio, diversi dei quali potrebbero essere responsabili dell’inquinamento da polveri sottili.  Alcuni anni fa, l’Agip Petroli, allora proprietaria dell’attuale raffineria Viscolube, affidò ad una università del nord d’Italia un’indagine sulla qualità dell’aria dell’ambiente circostante. Ebbene le polveri inquinamenti già allora erano molto presenti, in gran parte dovute, secondo l’indagine di allora, ai residui della lavorazione di pneumatici, sia in fase di costruzione che di ricostruzione. E l’inquinamento riguardava anche zone apparentemente neutre cone il Fontanile, nel territorio di Giuliano di Roma. Di fonte a dati simili ci si aspetterebbe una iniziativa forte da parte dell’amministrazione comunale che invece sembra essere molto più sensibile alle onde elettromagnetiche per il cui controllo si spendono diversi soldini.  La cosa è davvero strana: tutti si rendono conto che l’inquinamento da motori a combustibile è di gran lunga più pericoloso delle onde di un telefonino cellulare. Tutti, tranne che a palazzo Antonelli.


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