CECCANO _ La chiusura dell’ospedale fa saltare l’alleanza a sinistra: i socialisti minacciano di uscire dalle coalizioni che guidano la Ciociaria. Lo affermano in un comunicato stampa a firma del sindaco di Ceccano, Antonio Ciotoli, l’unico sindaco socialista d’Italia: i socialisti, si legge nel comunicato, <<prendono le distanze da qualsiasi accordo futuro in seno al centro sinistra, fino a quando non sarà definita positivamente l’evoluzione della situazione Ospedale Civile di Ceccano>>. Ciotoli conferma di essere rimasto all’accordo firmato con l’ex assessore regionale Battaglia, nella scorsa primavera. L’accordo, rammenta il sindaco, <<prevedeva non la chiusura dell’ospedale ma che nel nosocomio fabraterno ci fossero reparti che si distinguessero per l’alta specializzazione e che fosse aumentato il numero dei posti letto e la qualità delle attrezzature mediche>>. Ciotoli pare essersi convinto: la decisione di chiudere Ceccano non risponde a logiche di razionalizzazione ma è uno schiaffo ai socialisti. Marrazzo, dopo la sconfitta elettorale del Psi alle politiche ha colto a volo l’occasione per colpire l’ultima roccaforte degli uomini del garofano, a Ceccano, dove i socialisti alle comunali prendono più voti del partito democratico. E così Ciotoli minaccia di far ricadere la crisi sull’amministrazione provinciale e sugli altri enti locali dove sono presenti i socialisti. Insomma la vicenda dell’ospedale di Ceccano assume un carattere del tutto nuovo: la lenta agonia si trasforma ora nell’ultimo atto di un’eutanasia attentamente programmata, che suona solenne presa in giro dei ceccanesi, nel completo silenzio dei Ds prima e del Pd adesso. La fiaccolata di maggio appare in queste ore una penosa pantomima, dietro la quale si nascondeva un disegno preordinato e confermato da tanti segnali che Ciotoli o ha sottovalutato o ha fatto finta di non vedere nonostante le denunce dei giornali. Ora tutto è chiaro.
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