<<Non ne sapevo niente: ho appreso la notizia dalle agenzie di stampa>>. E’ incredulo Antonio Ciotoli, sindaco di Ceccano: il S. Maria della pietà non farà più ricoveri dal prossimo primo gennaio. I dipendenti, oltre 220 persone, sranno trasferiti negli altri ospedali. Rimarrà soltanto un centro ambulatoriale per una cittadina di 25 mila abitanti. Eppure a maggio scorso, l’Asl si era impegnata addirittura per un potenziamento del nosocomio fabraterno. <<E’ un colpo mortale a Ceccano, continua Ciotoli, ho subito chiesto un intervento ai consiglieri regionali e ai deputati>>. Ma Ciotoli appare frastornato: aveva guidato la protesta cittadina, sfidando anche il Pd, ligio agli ordini che venivano da Roma e che oggi trovano il loro compimento. L’ospedale si chiude, nonostante le decine di milioni spesi dalla regione per ristrutturare il S. Maria della Pietà, realizzarvi due sale operatorie, impiantarvi una tac di ultima generazione. Più volte dalle pagine di questo giornale abbiamo sostenuto che la vicenda di Ceccano sembrava l’eutanasia di un ospedale: purtroppo i fatti ci hanno dato ragione.
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Beh, questo è l’ennesimo colpo mortale che sta fiaccando la nostra cittadina.
Qui si costruiscono palazzi ma si chiudono gli ospedali!
Siamo sempre la città dei pazzi!