CECCANO – E’ stato sufficiente minacciare un esposto alla magistratura per ottenere un rapido interessamento del comune alla gestione della illuminazione votiva al cimitero. Dopo numerose proteste verbali, qualcuno ha preso carta e penn minacciando di adire le vie legali per difendere il diritto di vedere la tomba dei propi cari illuminata dalla flebile luce delle lampade votive. Quasi contemporaneamente la segreteria del sindaco rendeva noto che è <<in stato di esecuzione un piano di riqualificazione progressiva degli impianti di alimentazione elettrica delle luci votive>>. E’ lo stesso sindaco a dover riconoscere <<lo stato di obsolescenza e di deterioramento di un cospicuo numero di collegamenti elettrici, generatosi nel corso degli anni e rilevato da un recente monitoraggio eseguito dagli uffici comunali di competenza>>. Nonostante tale obsolescenza però il comune o chi per lui ha continuato ad incassare il pagamento del servizio come se fosse efficiente. Ci si sarebbe aspettato almeno un gesto di esonero dal pagamento per coloro che non avevano potuto godere del servizio. Ora il sindaco rende noto che <<per garantire il rispetto del doveroso decoro per le sepolture e la stessa incolumità per i cittadini, l’Amministrazione comunale ha determinato per l’annualità in corso un primo impegno di spesa pari a 25 mila euro. Il piano, scrive ancora il sindaco, diviso in diversi stralci operativi che interesserà un numero di sepolture pari a 150 per scaglione, – il primo di questi, presso il Cimitero Monumentale, è già stato completato la scorsa settimana – si articolerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, fino ad esaurimento della somma messa a disposizione. Gli interventi sono volti al rifacimento integrale degli impianti oppure alla loro semplice riparazione, secondo lo stato di funzionamento il grado di usura>>.
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