FROSINONE – Domani, mercoledì 16 luglio, don Salvatore tornerà in Episcopio. Dopo 7 mesi di degenza in ospedale, prima a Ceccano, poi a Frosinone, quindi a Velletri per la riabilitazione e poi di nuovo a Frosinone, il vescovo torna finalmente a casa, in Episcopio, in quel Palazzo Marafini in cui entrò nel 1999 per guidare la diocesi frusinate. Sono stati mesi di sofferenza ma anche di esaltazione della comunità locale che mai ha fatto mancare al suo vescovo l’appoggio, la preghiera e anche l’aiuto materiale per l’assistenza in ospedale, tanto da suscitare qualche volta problemi per il sovraffollamento nel reparto di terapia intensiva dell’Umberto I. E mons. Boccaccio ha dato anche il chiaro esempio di come si debba affrontare la malattia. Sempre sereno, sempre partecipe dei problemi e delle sofferenze degli altri, ha continuato a guidare la diocesi esprimendosi nelle modalità che di tempo in tempo gli erano concesse, fino all’ultimo intervento sulla politica per la festa dei patroni di Frosinone, S. Silverio e S. Ormisda, e al saluto rivolto al suo nuovo coadiutore, mons. Ambrogio Spreafico. Proprio nella lettera inviata al nunzio apostolico per ringraziarlo della nomina del coadiutore, mons. Boccaccio, confermava la sua volontà di rimanere a guidare e a servire la diocesi che gli era stata affidata. E’ facile immaginare la gioia di tutta la diocesi di Frosinone in questa giornata che vede il vescovo tornare nella sua casa e da lì poter riprendere, pur con i ritmi di una lunga e paziente convalescenza. Intanto la diocesi si sta preparando alla consacrazione episcopale del coadiutore. Mons. Spreafico sarà consacrato vescovo sabato 26 luglio in S. Giovanni in laterano, in Roma, dal segretario di stato, card. Tarcisio Bertone.
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